Itinerari turistici

Bastione:
Cinta muraria del XVI secolo costruita a difesa delle incursioni dei turchi, quattro erano le porte che proteggevano l'antico borgo; le "mura" della città hanno avuto un ruolo importante nel sistema difensivo della costa, insieme a Torre Saracena e alla Torre Piano dei Monaci, il Bastione è considerato il "balcone dello jonio" in virtù della sua panoramica posizione da cui è possibile ammirare il Golfo, il Mar Jonio e le pianure di Sibari e Metaponto.
Porta dell'Annunziata:
Porta dell'Annunziata è l'unica porta del sistema difensivo, rimasta intatta nei secoli, attraverso cui si accedeva al paese dopo la lunga scalinata. Le altre porte che difendevano Trebisacce sono quella di San Leonardo, San Martino, S. Antonio (o Antuòno).
Centro Storico:
Vecchie tradizioni, cultura contadina e marinara, case basse e semplici; per le sue caratteristiche, il centro storico, ricorda il borgo medievale.
Chiesa Madre di S. Nicola di Mira:
L'impianto dell'edificio risale al secolo XI per la presenza di elementi di toni bizantini quali la cupola a cerchi concentrici degradanti di tegole ed un campanile basiliano sormontato da cuspide poligonale; l'interno è a tre navate e risulta rimaneggiato due volte, nel periodo barocco e poi nel 1792. Dai lavori di restauro del 1994 sono venuti in luce il Cristo Ligneo citato e l'antica statua di S. Antonio Abate protettore degli animali e del fuoco.
Cristo Ligneo:
Crocifisso in legno di pioppo di incantevole bellezza, venuto in luce nella Chiesa Madre di S. Nicola di Mira nel 1994; è stato restaurato dalla Sovrintendenza ai Beni Artistici, AA.AA. e SS. della Calabria. Si presume di epoca risalente al 1400, ma per l'essenzialità del volto, la lunghezza del corpo e degli arti privi di proporzioni ricorda esempi del Seicento. È un'opera fortemente intrisa di caratteri popolari che rappresenta il sentimento diffuso presso una comunità di credenti del più autentico cristianesimo.
Pala Settecentesca:
Esposta nella navata destra della Chiesa di S. Nicola di Mira, la Pala raffigura la SS. Trinità, ben evidenziati i significati dell'opera come la luce sui personaggi che si diffonde dall'alto dove è ripresa la colomba, simbolo dello Spirito Santo, il Padre è personificato in una figura maestosa, Gesù è piegato, spoglio, il suo volto e gli occhi sottolineano l'incarnazione, il sacrificio, la Redenzione.
Cappella di S. Giuseppe:
La Cappella richiama motivi di architettura rurale spontanei. E' situata in un bosco di pini alle pendici del Monte Mostarico, all'interno sono conservate le statue di S. Giuseppe e Santa Filomena. I quadri in terracotta, del giovane artista Antonio Russo, ricordano episodi della via Crucis.
Collina di S. Giuseppe:
Vi è una collina rupestre dove il 19 Marzo si svolge la sagra di Primavera e la festa di S. Giuseppe. La zona è ricca di pini d'Aleppo e uliveti. Si può ammirare un incantevole panorama.
Cappella di S.Antuono:
Costruita agli inizi del Novecento, presenta un piccolo altare con una nicchia. Nel 1909 per volontà del Vescovo Pietro La Fontaine venne dotato della Statua di S. Antonio Abate. Il 17 gennaio la festa ripropone antiche usanze come la benedizione degli animali da cortile, giochi popolari tra rioni, l'incanto pubblico dei prodotti agro-alimentari locali.
Il Lungomare:
è il salotto buono di Trebisacce e dell'Alto Jonio, cinque chilometri da vedere e da godere;
Monte Mostarico:
è la punta più alta di Trebisacce ricca di vegetazione mediterranea, punto straordinario per osservare la bellezza paesaggistica mare-monti (Pollino-Sibaritide)
Località Broglio:
E' la collina del sito archeologico, gli scavi hanno portato in luce uno dei primi villaggi protostorici della Calabria. si possono ammirare i corsi d'acqua della fiumara Saraceno, l'ampio giardino d'aranci, le vette del Dolcedorme.
I Giardini di Trebisacce:
Sono gli aranceti, simbolo degli abitanti, le arance di Trebisacce maturano tardivamente (denominata il biondo) e sono rinomate per la qualità e il gusto intenso, il territorio è una distesa di verde ed è tappa obbligata delle visite guidate.
Le notizie storiche sono state fornite dal prof. Piero De Vita