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SEQUESTRO NUOVA AUTOSTAZIONE DI TREBISACCE MUNDO: “UNA PUNTUALITÀ SOSPETTA”



SEQUESTRO NUOVA AUTOSTAZIONE DI TREBISACCE
MUNDO: “UNA PUNTUALITÀ SOSPETTA”


 

La procura della Repubblica di Castrovillari, lunedì 10 febbraio alle ore 19.00 ha notificato all’aggiudicatario, all‘impresa costruttrice, al responsabile area tecnica, al sindaco, ad un assessore in carica, a un ex-assessore e al direttore dei lavori il decreto di sequestro preventivo della nuova autostazione di Trebisacce, i cui lavori proprio in questi giorni sono stati completati, tanto che ieri era in corso l’arredamento degli uffici con i nuovi mobili.

“Una puntualità sospetta – ha dichiarato il sindaco di Trebisacce, Avv. Franco Mundo - Il PM contesta una serie di addebiti, tra cui errori procedurali. Nello specifico viene contestato che non sarebbe stato rilasciato il parere paesaggistico, che sarebbe stata facilitata l’aggiudicazione (la quale, tra l’altro, ha avuto un solo concorrente), che la gara non sarebbe stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale, che occorreva la concessione edilizia in quanto il progetto non sarebbe stato previamente validato e che il tutto sarebbe stato commesso in accordo tra gli indagati per favorire l’aggiudicatario e quindi concretizzare il reato di abuso d’ufficio. Nel provvedimento si riportano una serie di illazioni utili per costruire una vera e propria trama romanzesca.

La nuova autostazione di Trebisacce, che sorge su un’area un tempo degradata, dove erano presenti ruderi fatiscenti, oggi sostituiti da bagni pubblici e parcheggi, nasce grazie alla procedura del project financing che ha visto come unico concorrente la società poi aggiudicataria. Il Comune di Trebisacce ha solo concesso l’uso dell’area, per altro per un limitato periodo di anni, come previsto dalla legge.

Non si riesce ad evincere quale sia il vantaggio concretizzatosi a favore della società aggiudicataria, considerando che la stessa già utilizzava l’area e che il tipo di investimento è sostanzialmente infruttifero.

Giova ricordare che già in precedenza lo stesso PM aveva disposto il sequestro probatorio, subito annullato dal Tribunale del riesame proprio per infondatezza della notitia criminis. Di ciò non si rinviene alcuna traccia. Una vicenda strana che denota un particolare accanimento, indagando peraltro persone estranee allo stesso provvedimento amministrativo, ma soprattutto avviene a qualche giorno dall’apertura al pubblico dell’opera. Noi siamo sereni e confidiamo nella nostra correttezza e anche nella giustizia.

Naturalmente il vincolo impedisce l’utilizzo imminente. Questo è il vero rammarico!”